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Giappone per la prima volta: il nostro viaggio di 14 giorni tra Tokyo, Kyoto, Hiroshima e Miyajima

Un viaggio dall'altra parte del mondo, tra anime, templi, sushi e piccoli momenti che non dimenticheremo.

16 settembre – 1 ottobre 2025

Ci sono viaggi che organizzi perché vuoi vedere un luogo.

E poi ci sono viaggi che scegli perché senti che potrebbero cambiarti il modo di guardare il mondo.

Per noi il Giappone era proprio questo.

La nostra prima volta in Asia.

Un Paese che da sempre sembrava lontano non solo geograficamente, ma anche culturalmente: una lingua diversa, tradizioni millenarie, città enormi dove milioni di persone si muovono ogni giorno con una precisione quasi incredibile.

Prima di partire avevamo tante domande.

Saremo riusciti a orientarci?

I trasporti saranno davvero così complicati?

Riusciremo a vivere il Giappone senza trasformare il viaggio in una corsa contro il tempo?

Dopo mesi di preparazione, il 16 settembre 2025 siamo partiti da Montemiletto verso Roma Fiumicino.
Destinazione: Tokyo.

Il primo impatto con il Giappone: "Ok, siamo davvero dall'altra parte del mondo"

Dopo il volo con scalo a Helsinki, il momento in cui abbiamo realizzato di essere davvero arrivati in Giappone non è stato davanti a un tempio famoso o davanti ai grattacieli di Tokyo.

È stato appena usciti dall'aeroporto.

Le prime cose che abbiamo notato sono state quelle apparentemente più semplici.

Le macchinette automatiche che vendevano qualsiasi cosa.
I cartelli incomprensibili ma ordinati.
Le persone che si muovevano con calma.
Quel senso di organizzazione che non sembrava freddo, ma quasi naturale.

Sono quei piccoli dettagli che ti fanno capire di essere entrato in un mondo diverso.

Il nostro modo di vivere il Giappone

Organizzare il primo viaggio in Giappone può diventare quasi un secondo lavoro.

Le cose da vedere sono infinite.

Tokyo potrebbe tranquillamente occupare settimane intere.

Kyoto ha una quantità impressionante di templi e luoghi storici.

Osaka, Hiroshima, Nara, il Monte Fuji: ogni zona avrebbe meritato molto più tempo.

La vera difficoltà non è aggiungere luoghi. È scegliere.

Per questo abbiamo deciso di creare un viaggio equilibrato.

Non volevamo semplicemente collezionare fotografie. Volevamo vivere il Giappone.

Abbiamo scelto 14 giorni tra: Tokyo, Kyoto, Hiroshima, Miyajima e Yokohama.

Abbiamo aggiunto alcune escursioni, come Nikko, Kawaguchiko per vedere il Monte Fuji, Nara, Uji, Osaka e Kamakura.

Ma abbiamo anche fatto delle rinunce.

Per esempio, abbiamo deciso di non inserire i grandi parchi divertimento. Non perché non siano belli, ma perché in questo viaggio preferivamo dedicare tempo ai quartieri, alla cultura e alla vita quotidiana.

Anche il Museo Ghibli era uno dei nostri desideri.

Abbiamo provato a prenotarlo durante la famosa apertura delle disponibilità, ma non siamo riusciti a trovare posto.

Una piccola delusione, sicuramente. Ma anche questa è una parte del viaggio.

Il Giappone insegna una cosa importante:

Non tutto deve andare perfettamente per creare ricordi perfetti.

Tokyo: la città dove futuro e nostalgia convivono

Tokyo è una città difficile da spiegare. È enorme. È veloce. È piena di luci.

Ma allo stesso tempo riesce ad avere angoli tranquilli dove sembra quasi rallentare.

La cosa che più ci ha colpito è stata la capacità di unire mondi completamente diversi.

Puoi passare da un quartiere futuristico pieno di grattacieli e insegne luminose a un piccolo tempio nascosto tra le strade.

Puoi vedere tecnologia ovunque e, pochi minuti dopo, osservare una persona anziana leggere tranquillamente in un parco.

Tokyo e quella sensazione di tornare bambini

Per me Tokyo ha avuto anche un significato particolare: la sua anima nerd.

Entrare ad Akihabara, vedere negozi pieni di manga, videogiochi, anime e personaggi che hanno accompagnato la nostra infanzia è stato come fare un piccolo viaggio nel passato.

Il Giappone ha una caratteristica bellissima: non sembra chiederti di abbandonare le tue passioni quando cresci.

Abbiamo visto anziani leggere manga. Persone giocare tranquillamente a Pokémon Go. Ragazzi vivere il mondo degli anime nella quotidianità.

Quello che spesso in altri Paesi viene considerato "infantile", qui può semplicemente essere qualcosa che rende felici.

Il Giappone più bello spesso è quello quotidiano

Tra tutti i luoghi visitati a Tokyo, uno dei ricordi più belli non è stato necessariamente il monumento più famoso. È stato il mercato del pesce.

Non solo per il cibo, ma per l'atmosfera.

Guardare le persone iniziare la giornata. Osservare i commercianti. Sentire i rumori e i profumi.

Sono questi momenti che spesso rimangono più impressi. Perché un viaggio non è fatto solo di luoghi. È fatto di persone.

Shibuya Sky: il momento in cui capisci quanto è grande Tokyo

Se dovessimo scegliere una fotografia simbolo del nostro Giappone, probabilmente sarebbe quella: Tokyo vista dall'alto.

Dal punto panoramico di Shibuya Sky la città sembra non finire mai. Migliaia di luci. Strade ordinate. Persone che sembrano piccolissime.

In quel momento abbiamo capito davvero la dimensione di Tokyo. Non stavamo semplicemente visitando una città. Eravamo dentro qualcosa di gigantesco.

Kyoto: quando il Giappone rallenta

Se Tokyo rappresenta il futuro, Kyoto rappresenta la memoria.

Qui il ritmo cambia. Le strade sono più tranquille. I templi raccontano secoli di storia. Le case tradizionali ricordano un Giappone più antico.

Kyoto è probabilmente il luogo dove abbiamo percepito maggiormente il legame tra passato e presente.

La cerimonia del tè matcha: imparare a rallentare

Tra le esperienze più belle del viaggio c'è stata la cerimonia del tè matcha.

Dopo giorni passati tra metro, treni, quartieri enormi e migliaia di passi, è stato un momento completamente diverso.

Silenzio. Precisione. Gesti studiati.

Non era semplicemente preparare e bere un tè. Era entrare per un momento nella filosofia giapponese.

Una dimostrazione che il Giappone non ti conquista solo con ciò che mostra, ma anche con il modo in cui ti fa vivere il tempo.

Miyajima: il luogo che abbiamo vissuto nel momento giusto

Tra tutti i luoghi visitati, Miyajima occupa un posto speciale.

Molte persone arrivano sull'isola, fotografano il famoso torii galleggiante e ripartono.

Noi abbiamo scelto di dormire lì. Ed è stata una delle decisioni migliori del viaggio.

Quando i turisti sono andati via, l'atmosfera è cambiata completamente. Il rumore è sparito. Le strade si sono svuotate. L'isola ha mostrato il suo lato più autentico.

La sera abbiamo camminato fino al torii illuminato. La mattina successiva, con la bassa marea, siamo riusciti ad avvicinarci a piedi.

Un momento semplice. Ma proprio per questo impossibile da dimenticare.

Osaka: siamo andati per mangiare

Osaka non era la tappa principale del nostro viaggio.

L'abbiamo scelta soprattutto per vivere un lato diverso del Giappone: più rumoroso, più spontaneo, più gastronomico.

La prima motivazione? Lo street food.

Osaka viene spesso definita la cucina del Giappone e volevamo capire perché.

Una delle esperienze più curiose è stata provare la famosa cheesecake di Rikuro Ojisan. Vedere la preparazione, la consistenza particolare e il piccolo rituale della campanella quando viene sfornata è stata una di quelle esperienze semplici ma tipicamente giapponesi.

Poi abbiamo lasciato spazio alla città: Dotonbori, le insegne luminose, i ristoranti, gli odori dello street food.

Osaka non si visita soltanto. Si assaggia.

Mangiare in Giappone: dalle esperienze speciali alla vita quotidiana

Una delle cose che ci ha sorpreso maggiormente è stata la qualità del cibo anche nei posti più semplici.

Abbiamo provato gli izakaya, piccoli locali dove abbiamo respirato un'atmosfera più autentica e quotidiana. Abbiamo provato ristoranti più particolari, ma anche catene come Sushiro.

Ed è proprio questa una delle magie del Giappone: non serve sempre cercare il ristorante più famoso. A volte una cena semplice davanti a un bancone del sushi può diventare uno dei ricordi migliori.

Quando il viaggio perfetto incontra la realtà

Avevamo studiato tutto: trasporti, prenotazioni, orari.

Ma ogni viaggio vero ha anche qualche piccolo imprevisto.

Il bagaglio in ritardo

Durante il trasferimento delle valigie da Tokyo a Kyoto abbiamo avuto un problema.

Il bagaglio è arrivato con un giorno di ritardo.

In realtà il servizio giapponese non aveva colpe, la spedizione è molto efficiente. Probabilmente c'è stata una incomprensione nella compilazione dei dati con la receptionist dell'hotel, dovuta anche alla difficoltà comunicativa. Una piccola trascrizione errata ha creato il problema.

La lezione però è rimasta: quando spedisci i bagagli in Giappone, controlla sempre attentamente ogni dettaglio.

Il treno di One Piece perso per tre minuti

Questa sembra una storia inventata. Non lo è.

Avevamo programmato il viaggio anche con alcune esperienze particolari. Una di queste era lo speciale Shinkansen dedicato a One Piece.

Sembrava tutto perfetto. Poi è successo l'imprevisto: un ritardo di circa 40 minuti sulla linea Kyoto-Osaka.

Risultato? Abbiamo perso il treno per soli tre minuti.

Il Giappone è famoso per la puntualità. Noi abbiamo trovato l'eccezione.

Quanto costa un viaggio in Giappone?

Una delle domande che riceviamo più spesso.

La nostra esperienza personale: circa 5.000€ in due.

Una cifra che comprende praticamente tutto: voli, hotel, trasporti, cibo, esperienze e souvenir.

Non abbiamo cercato il viaggio più economico possibile. Abbiamo preferito trovare un equilibrio.

Dove secondo noi vale la pena investire?

  • Nel cibo.
  • Nelle esperienze.
  • Nei piccoli ricordi da portare a casa.

Il Giappone è davvero difficile da organizzare?

Prima di partire era una delle nostre principali paure. La realtà è stata diversa.

I trasporti sono estremamente efficienti. Abbiamo utilizzato principalmente mezzi pubblici.

Le applicazioni che ci hanno aiutato di più sono state Google Maps e Google Translate.

Dopo i primi giorni il sistema diventa molto più naturale.

JR Pass e pass ferroviari: non acquistare automaticamente quello che fanno tutti

Uno degli errori più comuni è pensare: "Vado in Giappone quindi devo comprare il JR Pass."

Non sempre.

Abbiamo fatto diversi calcoli e, considerando il nostro itinerario, abbiamo scelto il Kansai Hiroshima Pass.

La scelta giusta dipende dal viaggio che costruisci. Non dalla destinazione.

La cosa più importante che ci ha lasciato il Giappone

Alla fine del viaggio, ripensando ai giorni trascorsi, non sono solo i luoghi famosi quelli che ricordiamo.

Certo. Il Monte Fuji. I templi. Tokyo illuminata.

Ma soprattutto ricordiamo le persone. La calma. Il rispetto. La capacità di far convivere tecnologia e tradizione.

Il Giappone ci ha insegnato che si può essere modernissimi senza perdere il legame con il passato.

E forse è proprio questa la sua magia.

Ah...il Giappone

Il nostro primo viaggio in Asia è stato molto più di una semplice vacanza.

È stato un viaggio fatto di grandi città e piccoli momenti. Di programmi studiati e imprevisti. Di luoghi iconici e scene quotidiane.

Il Giappone non è difficile. È semplicemente diverso.

E forse proprio questa diversità è il motivo per cui, una volta tornati a casa, una parte di noi è rimasta ancora lì.

Questo è il motivo per cui nasce FlorinGo.
Il viaggio perfetto non è quello copiato da qualcuno su internet, è quello costruito intorno a te.

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