
Giappone per la prima volta
14 giorni tra Tokyo, Kyoto, Hiroshima e Miyajima
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Durata
14 giorni
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Budget
~5.000 € in due
🚆
Trasporti
Mezzi pubblici
👥
Ideale per
Prima volta in Asia
Mappa editoriale
La logica del percorso
Due basi principali, una tappa storica e un pernottamento scelto per vivere l'isola fuori dagli orari delle escursioni.
Schema del percorso · non in scala
- 01
Base principale
Tokyo
Quartieri urbani e spostamenti giornalieri senza cambiare continuamente alloggio.
- 02
Seconda base
Kyoto
Il ritmo rallenta e da qui Osaka resta una deviazione semplice.
- 03
Escursione
Osaka
Una parentesi gastronomica dalla base di Kyoto, senza aggiungere un altro cambio hotel.
- 04
Tappa
Hiroshima
Il passaggio storico che prepara l'arrivo sull'isola.
- 05
Pernottamento
Miyajima
Una notte per vivere l'isola dopo la partenza dei visitatori giornalieri.
Ci sono viaggi che organizzi perché vuoi vedere un luogo. E poi ci sono viaggi che scegli perché senti che potrebbero cambiarti il modo di guardare il mondo.
Per noi il Giappone era proprio questo.
La nostra prima volta in Asia. Un Paese che da sempre sembrava lontano non solo geograficamente, ma anche culturalmente: una lingua diversa, tradizioni millenarie, città enormi dove milioni di persone si muovono ogni giorno con una precisione quasi incredibile.
Saremo riusciti a orientarci?
I trasporti saranno davvero così complicati?
Riusciremo a vivere il Giappone senza trasformare il viaggio in una corsa contro il tempo?
Dopo mesi di preparazione, il 16 settembre 2025 siamo partiti da Montemiletto verso Roma Fiumicino. Destinazione: Tokyo.
Non un elenco di luoghi
Un percorso vissuto per temi ed emozioni, non una checklist di attrazioni.
Errori reali, non teorici
Bagaglio in ritardo, un treno perso per 3 minuti: cosa impari da un viaggio vero.
Scelte spiegate
Perché abbiamo scelto certe zone e rinunciato ad altre, con il ragionamento dietro ogni scelta.
Il caso FlorinGo
Con quattordici giorni e moltissime possibilità, la difficoltà non era trovare cosa vedere. Era proteggere il tempo necessario per vivere davvero le esperienze più importanti.
Must
Le identità del Giappone
I quartieri di Tokyo, il ritmo diverso di Kyoto e il passaggio storico tra Hiroshima e Miyajima. Erano gli elementi senza i quali questo primo viaggio avrebbe perso il proprio significato.
Bonus
Osaka senza un nuovo trasloco
Una deviazione gastronomica dalla base di Kyoto: abbastanza diversa da arricchire il percorso, ma compatibile con i tempi perché non richiedeva un altro cambio di alloggio.
Sacrificabile
I parchi divertimento
Interessanti, ma troppo costosi in termini di tempo. Sono rimasti fuori per non comprimere Tokyo e le altre città. Non una rinuncia definitiva: il motivo per immaginare un secondo viaggio.
Un itinerario personalizzato non contiene necessariamente più cose. Contiene le cose giuste, nel tempo giusto, per quel viaggio.
Dopo il volo con scalo a Helsinki, il momento in cui abbiamo realizzato di essere davvero arrivati in Giappone non è stato davanti a un tempio famoso o davanti ai grattacieli di Tokyo. È stato appena usciti dall'aeroporto.
- Le macchinette automatiche che vendevano qualsiasi cosa
- I cartelli incomprensibili ma ordinati
- Le persone che si muovevano con calma
- Quel senso di organizzazione che non sembrava freddo, ma quasi naturale
Sono quei piccoli dettagli che ti fanno capire di essere entrato in un mondo diverso.
Tokyo è enorme, veloce, piena di luci. Ma allo stesso tempo riesce ad avere angoli tranquilli dove sembra quasi rallentare. La cosa che più ci ha colpito è la capacità di unire mondi completamente diversi: puoi passare da un quartiere futuristico pieno di grattacieli a un piccolo tempio nascosto tra le strade.
Quella sensazione di tornare bambini
Entrare ad Akihabara, vedere negozi pieni di manga, videogiochi e personaggi che hanno accompagnato la nostra infanzia è stato come fare un piccolo viaggio nel passato. Il Giappone non sembra chiederti di abbandonare le tue passioni quando cresci: abbiamo visto anziani leggere manga, persone giocare a Pokémon Go, ragazzi vivere il mondo degli anime nella quotidianità.
Il Giappone più bello è spesso quello quotidiano
Uno dei ricordi più belli non è stato il monumento più famoso, ma il mercato del pesce: l'atmosfera, guardare le persone iniziare la giornata, sentire i rumori e i profumi. Un viaggio non è fatto solo di luoghi. È fatto di persone.
Shibuya Sky
Se dovessimo scegliere una fotografia simbolo del nostro Giappone, sarebbe Tokyo vista dall'alto: migliaia di luci, strade ordinate, persone piccolissime. In quel momento abbiamo capito davvero la dimensione di questa città.
Se Tokyo rappresenta il futuro, Kyoto rappresenta la memoria. Qui il ritmo cambia: le strade sono più tranquille, i templi raccontano secoli di storia, le case tradizionali ricordano un Giappone più antico.
La cerimonia del tè matcha: imparare a rallentare
Dopo giorni passati tra metro, treni e migliaia di passi, è stato un momento completamente diverso: silenzio, precisione, gesti studiati. Non era semplicemente preparare e bere un tè. Era entrare per un momento nella filosofia giapponese.
Molte persone arrivano sull'isola, fotografano il famoso torii galleggiante e ripartono. Noi abbiamo scelto di dormire lì, ed è stata una delle decisioni migliori del viaggio.
Quando i turisti sono andati via, l'atmosfera è cambiata completamente.
La sera abbiamo camminato fino al torii illuminato. La mattina successiva, con la bassa marea, siamo riusciti ad avvicinarci a piedi. Un momento semplice, ma proprio per questo impossibile da dimenticare.
Osaka non era la tappa principale del nostro viaggio. L'abbiamo scelta per vivere un lato diverso del Giappone: più rumoroso, più spontaneo, più gastronomico. Una delle esperienze più curiose è stata provare la famosa cheesecake di Rikuro Ojisan.
Osaka non si visita soltanto. Si assaggia.
Mangiare in Giappone
Una delle cose che ci ha sorpreso di più è stata la qualità del cibo anche nei posti più semplici: dagli izakaya alle catene come Sushiro. Non serve sempre cercare il ristorante più famoso — a volte una cena semplice davanti a un bancone del sushi diventa uno dei ricordi migliori.
Avevamo studiato tutto: trasporti, prenotazioni, orari. Ma ogni viaggio vero ha anche qualche piccolo imprevisto.
Il bagaglio in ritardo
Durante il trasferimento delle valigie da Tokyo a Kyoto, il bagaglio è arrivato con un giorno di ritardo — probabilmente per un'incomprensione nella compilazione dei dati. La lezione: quando spedisci i bagagli in Giappone, controlla sempre attentamente ogni dettaglio.
Il treno di One Piece perso per tre minuti
Un ritardo di circa 40 minuti sulla linea Kyoto-Osaka ci ha fatto perdere lo speciale Shinkansen dedicato a One Piece per soli tre minuti. Il Giappone è famoso per la puntualità: noi abbiamo trovato l'eccezione.
Quanto costa un viaggio in Giappone?
Circa 5.000 € in due, voli, hotel, trasporti, cibo, esperienze e souvenir inclusi. Non abbiamo cercato il viaggio più economico possibile: abbiamo preferito un equilibrio, investendo soprattutto in cibo, esperienze e piccoli ricordi.
Il Giappone è davvero difficile da organizzare?
Prima di partire era una delle nostre principali paure. La realtà è stata diversa: i trasporti sono estremamente efficienti, e Google Maps e Google Translate ci hanno aiutato moltissimo. Dopo i primi giorni il sistema diventa naturale.
JR Pass: serve sempre?
Uno degli errori più comuni è pensare "vado in Giappone quindi devo comprare il JR Pass". Non sempre: noi, considerando il nostro itinerario, abbiamo scelto il Kansai Hiroshima Pass. La scelta giusta dipende dal viaggio che costruisci, non dalla destinazione.
Alla fine del viaggio, ripensando ai giorni trascorsi, non sono solo i luoghi famosi quelli che ricordiamo. Il Monte Fuji, i templi, Tokyo illuminata. Ma soprattutto ricordiamo le persone, la calma, il rispetto, la capacità di far convivere tecnologia e tradizione.
Il Giappone ci ha insegnato che si può essere modernissimi senza perdere il legame con il passato.
Il Giappone non è difficile.
È semplicemente diverso.
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